Il decreto legislativo n 23 del 2011, meglio noto come cedolare secca, ha introdotto una vera e propria rivoluzione per l’inquilino che vive in nero: la possibilità di regolizzare la propria situazione, registrando il contratto, con un notevole risparmio in termini di affitto. ma sarà la mancanza di informazione o solo paura di fare un passo più lungo della gamba, fatto sta che molti inquilini preferiscono accettare la situazione e non denunciare il proprietario di casa.  ne abbiamo parlato con massimo pasquini, membro della segreteria romana dell’unione inquilini, città dove la nuova disciplina ha avuto una buona applicazione

la nuova normativa
la legge sulla cedolare secca concedeva fino al 6 giugno 2011 al proprietario di un appartamento locato in nero la possibilità di “autodenunciarsi” per poter così usufruire di notevoli agevolazioni fiscali. trascorso tale termine (30 giorni per i contratti stipulati successivamente) l’inquilino poteva registrare unilateralmente il contratto, attraverso una denuncia all’agenzia delle entrate. “in un solo anno- da luglio 2011 a luglio 2012- il sindacato di roma ha fatto da tramite per 1000 casi, circa un 1/5 della casistica nazionale. grazie alla nostra campagna contro il canone nero, sono rimasti nelle tasche degli inquilini circa750 euro al mese a testa, che si traducono in un risparmio di 8,2 milioni di euro all’anno e di circa 65 milioni nell’arco degli otto anni del contratto. con le nostre segnalazioni, l’agenzia delle entrate ha incassato almeno 900.000 euro”

la procedura da seguire
“all’inquilino chiediamo prima di tutto di verificare se il contratto è o no registrato, comunicando all’agenzia dell’entrate il suo codice fiscale. la registrazione d’ufficio vale anche per i falsi comodati d’uso e per le locazioni di importo minore rispetto a quanto pagato”
“in secondo luogo, bisogna accertarsi che chi ha affittato la casa sia effettivamente il proprietario della stessa. una volta accertato il tutto, è necessario procedere ad una visura catastale dell’immobile, in modo da poter conoscere la rendita catastale dello stesso. a questo punto aiutiamo l’inquilino a calcolare il nuovo canone d’affitto (che sarà pari a tre volte la rendita catastale,  ovvero un 70-80% minore rispetto al vecchio canone) e a compilare i moduli relativi alle evenutali more (pari a circa un mese d’affitto)”

la denuncia all’agenzia delle entrate
“l’inquilino procede alla denuncia presso la sede locale dell’agenzia dell’entrate apportando come prova del rapporto di locazione qualsiasi traccia del pagamento, anche per respingere un eventuale ricorso per morosità in essere. la registrazione unilaterale del contratto è di per sé un nuovo contratto, con validità 4+4 e con il nuovo canone basato sulla rendita catastale. con la registrazione si apre anche la procedura d’infrazione a carico del proprietario per i redditi non dichiarati”

la notifica al proprietario
una volta registrato il nuovo contratto si procede alla notifica al proprietario. naturalmente non tutti accettano di buon grado la nuova situazione e c’è chi intraprende la via legale.  “dei mille casi che abbiamo trattato, solo il 30% dei proprietari ha fatto ricorso  e il giudice solo in tre casi sul totale ha pronunciato una sentenza non favorevole all’inquilino. in tutti i casi per una morosità in essere. a questo riguardo c’è stato un cambiamento nella magistratura perché  in precedenza il giudice del tribunale di roma aveva pronunciato una sentenza favorevole considerando che in mancanza di un contratto anche la morosità era nulla”.  pochi anche i casi in cui il proprietario ha deciso di “vendicarsi” con l’inquilino. “abbiamo avuto solo due casi. il primo riguardava una donna sudamericana che tornata a casa un giorno dal lavoro ha trovato tutte le sue cose in mezzo alla strada e la serratura della porta cambiata. abbiamo accompagnato la signora dai carabinieri che –una volta accertata la situazione, e ottenuto un ordine dal giudice – l’hanno scortata personalmente a casa del proprietario”

una lotta possibile
a fronte dei 5000 inquilini che hanno deciso di denunciare il proprietario di casa, ve ne sono circa 20.000 che si sono limitati a chiedere informazioni. “molta gente è ancora restia, ma la lotta al nero in italia è possibile, chi ancora si trova in questa situazione è perché lo vuole, poi però non si deve lamentare”