Ci siamo, il redditometro è ufficialmente entrato in vigore. l’agenzia delle entrate ha attivato lo strumento che incrocia le uscite con le entrate degli italiani e che si propone di scovare i comportamenti di spesa sospettosi. si tratta di una radiografia che setaccerà 100 capitoli di spesa

case, terreni, mutui, gioielli, spese mediche, viaggi, ma anche azioni, investimenti, buoni postali, conti deposito e fondi di investimento. sono alcune delle cento voci che verranno passate al setaccio dell’agenzia delle entrate

l’agenzia delle entrate mette a disposizione il redditest online per sapere con anticipo qual è la propria situazione di fronte al fisco. le posizioni non congrue saranno chiamate nei prossimi mesi a presentare delle giustificazioni rispetto ai propri movimenti economici

in una simulazione effettuata da noi di idealista abbiamo seguito passo passo come gli immobili entrano nel calcolo del redditometro, incluse le spese per la rata del mutuo

le anticipazioni

grazie ad alcune anticipazioni filtrate da il sole 24 ore si comincia a delineare il funzionamento del redditometro. il fisco cercherà innanzitutto, ove possibile, di dedurre in maniera diretta quelle che sono state le spese sostenute da ogni singola famiglia quando però questo sarà impossibile, farà riferimento a valori medi di un determinato bene, che saranno calcolati tenendo conto ovviamente delle tipologie di famiglia (11 in tutto), della zona geografica in cui si vive (5 quelle prese a riferimento) e del proprio tenore di vita

in generale si terrà conto dei valori medi calcolati e stimati dall’anagrafe tributaria o rilevati dall’istat. nel caso però mancassero anche questi riferimenti, il fisco si riserva anche la possibilità di commissionare specifici studi o analisi di settore. sarà il caso ad esempio dei dati che riguardano le spese per imbarcazioni, aerei o cavalli

l’onere della prova

è il punto più controverso del redditometro, in quanto se scatteranno le segnalazioni il cittadino sarà ritenuto colpevole fino a prova contraria, ossia l’esatto contrario della giustizia ordinaria

toccherà ai cittadini, nel caso scatti un accertamento, dimostrare che l’eventuale livello dei consumi incongruo è in un qualche modo spiegabile. si tratterà quindi di dimostrare che il finanziamento delle spese in questione è avvenuto cioè con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo di imposta considerato, o con redditi esenti, e quindi non dichiarati, o ancora perché c’è stato il contributo di una terza persona, ad esempio di un genitore che ha elargito al proprio figlio una certa somma per sostenere appunto determinate spese

le ispezioni fiscali

tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo l’agenzia delle entrate definirà le liste dei contribuenti considerati a rischio e che saranno quindi sottoposti ad ispezione fiscale a partire proprio dal mese di marzo stesso. i criteri preliminari prevedono che il nuovo redditometro prenderà di mira innanzitutto i cittadini per i quali si rilevano scostamenti tra spese per consumi e redditi dichiarati superiori al 20%. da notare infine che la prima applicazione pratica del nuovo strumento anti-evasione avverrà sui redditi del 2009, ossia sulle dichiarazioni effettuate nel 2010.

 

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