Credito, un’occasione storica!
Locatelli: intervento fondamentale nel D.L. | Italia | Locatelli Pietro

E’ di questi giorni il decreto legge che ripropone le commissioni bancarie e, se vogliamo, tutto questo era nell’aria dopo la forte presa di posizione dell’ABI nella figura del suo presidente e non solo. Quello che forse pochi si aspettavano e, data l’importanza risulta essere stato dato poco risalto è che lo stesso decreto legge ha introdotto un meccanismo di monitoraggio relativo all’accesso al credito.

Dal nostro punto di vista è un intervento da considerare di importanza assoluta in quanto è la prima volta che nel nostro sistema di erogazione del credito si pensa ad un organismo che possa dare voce a coloro i quali, pur meritevoli di credito, non riescono ad ottenerlo o lo ottengono in misura non sufficiente alle esigenze della propria impresa. Infatti, grazie a questo decreto, in particolare le piccole e medie imprese (quelle più deboli dal punto di vista dei contatti bancari), nei casi citati, possono avvalersi del costituendo “Osservatorio Pubblico” per la necessaria verifica, dopo le richieste inevase dal sistema bancario.
Possiamo pensare che non sia stato facile mettere mano ad una iniziativa del genere in quanto decisamente rivoluzionaria e poichè viene ad essere proposta, se pure con un decreto, in un momento di particolare crisi economico-finanziaria con le sofferenze bancarie in continuo aumento e, secondo l’ABI, il gap di liquidità delle banche è oggi superiore ai 200 miliardi di euro.
In questa situazione le banche devono recuperare il necessario dal mercato dell’interbancario. Il percorso sembra essere improponibile visto che quasi la totalità del sistema bancario si trova in questa situazione. In alternativa rimane il ricorso alla Banca Centrale Europea. Si aggiunga, come se non bastasse, che la raccolta delle banche appare in questi ultimi tempi sempre in calo.
Nonostante tutto questo, ecco il decreto legge che per per l’aspetto dell’Osservatorio ci ha colto un poco tutti di sorpresa. Certamente la decisione di costituire questo nuovo istituto è scaturita anche dal fatto che la stretta creditizia continua da troppo tempo e, per sua parte, condiziona la ripresa. Va infatti sottolineato che, ancora lo scorso gennaio, la percentuale di incremento dei finanziamenti è scesa al di sotto dell’1% contro un incremento di quasi il 2% anche solo del mese precedente e nonostante le dichiarazioni di principio delle banche. Come detto, l’Osservatorio rivolgerà la sua attenzione principalmente alle piccole e medie imprese e quindi potrà essere di conforto per le numerosissime imprese del R.E. tanto bistrattate in questi tempi solo perchè appartenenti al mondo delle costruzioni, anche se del tutto meritevoli di credito: il cosiddetto, in banca, rischio di settore!
L’Osservatorio Pubblico è definito “tecnicamente qualificato” e ciò lascia intendere molto; di diritto fanno parte un rappresentante della Banca Centrale e un rappresentante del Ministero dello Sviluppo Economico e, detto Osservatorio, sarà chiamato, quando richiesto, ad un’opera di verifica definita non invasiva sul credito. Nella sostanza, in caso di richiesta di credito non concessa, l’Osservatorio in caso di proprie considerazioni positive, può avanzare raccomandazioni alla banca fino a giungere, per i casi limite, ad interessare anche l’Antitrust. Riteniamo che tutto questo non sia cosa da poco anche solo perchè le banche, in caso di reiezioni a richieste di credito, ora sanno che possono impattare nell’attenzione dell’Osservatorio.
Vi è già chi ha anche criticato il costituendo Osservatorio indicandolo come un nuovo ed inutile carrozzone quando dette competenze potrebbero essere tranquillamente svolte dalla Banca d’Italia.
Non vi è dubbio che anche la Banca Centrale potrebbe essere incaricata ma, a nostro avviso non sarebbe opportuno poichè in detta banca il D.N.A. che la caratterizza è principalmente quello di controllo circa la bontà del credito concesso. Chiedere alla stessa Banca d’Italia che di punto in bianco passi dalla parte opposta perchè chiamata ad esprimere un giudizio attorno ad un credito non concesso, ci sembra cosa non proponibile o quantomeno prematura. Anzi proprio per i motivi indicati avremmo forse visto meglio che il rappresentante di Banca d’Italia non fosse membro di diritto ma più propriamente lo fosse un esponente dell’associazione di categoria (ABI) a difesa dell’operato del sistema bancario proprio perchè le stesse banche, dei crediti concessi, devono rispondere anche alla Banca d’Italia.
Ora non rimane che attendere per verificare come il tutto si evolverà.
Riteniamo che in questo contesto sia particolarmente importante non lasciare che il decreto, per altro immediatamente operativo, decada. Deve assolutamente essere trasformato in legge poichè è una occasione da non perdere in quanto sancisce un principio troppo importante. Molto, a questo proposito, possono fare le associazioni di categoria ad iniziare da quelle delle costruzioni medio piccole per dare fiato all’articolato da sostenere e da trasformare in legge. Tutte le occasioni sono buone a partire dalle tavole rotonde, dibattiti e convegni interessando i media tanto da fare opinione e considerare il principio come una irrinunciabile esigenza. Per le Associazioni di categoria il campo è aperto.

QI AGENCY