Ormai più che la tassazione sulla casa è uno scioglilingua. nata per mandare in pensione l’imu prima casa e la tarsu, sembra che la trise possa morire prima di essere ufficialmente inaugurata. nella lotta intestina tra le forze di maggioranza che si combatte sul terreno della legge di bilancio, è spuntata la tuc, ovvero il tributo unico comunale

il tributo unico comunale
il nuovo tributo è stato proposto con un emendamento alla legge di stabilità da parte del relatore del pdl, antonio d’ali. il tuc da una parte sostitisce l’imposta sul reddito delle persone fisiche (irpef) con le relative addizionali e l’imposta comunale sugli immobili (l’imu) e dall’altra l’imposta sui servizi indivisibili

per quanto riguarda l’aliquota avrà una misura massima del 10,6 per mille così composta:

aliquota massima 8,1 per mille: la componente patrimoniale. corrisposta dai proprietari a qualsiasi titolo (ma non è dovuta per le prime cate e per i terrenti agricoli e fabbricati rurali)

1,5 per mille: corrisposta dagli utilizzatori a qualsiasi titolo dell’immobili

1 per mille: nel caso gli utilizzatori siano anche i proprietari questi dovranno corrispondere un ulteriore 1 per mille. quest’ultima aliquota, così come quella dell’8,1 per mille, non è dovuta per prime case, terreni agricoli e fabbricati rurali

l’emendamento prevede anche la riduzione della rivalutazione delle renditecatastali di 10 punti per ogni categoria sia per il 2014 che per il 2015

emendamenti casa
di diverso avviso è il pd. un emendamento firmato da 13 senatori prevede infatti di aumentare l’aliquota base della tasi dall’1 per mille all’1,5 per mille. contestualmente viene proposta l’introduzione di una detrazione di 145 euro, esclusi gli immobili accatastati nelle categorie a1, a8 e a9. un emendamento di federico fornaro, sempre del pd, prevede detrazioni sulla prima casa pari a 50 euro per ogni uno per mille di aliquota tasi e di 12,50 per ogni figlio fino al quarto.

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