Pubblicato in gazzetta ufficiale il 28 marzo, il decreto legge sul piano casa è entrato in vigore il giorno successivo. il testo contiene le novità annunciate nelle scorse settimane, dalla cedolare secca agli alloggi residenziali, fino al finanziamento dei fondi per l’affitto e la morosità incolpevole. con una brutta sopresa: assente la norma promessa per togliere il vincolo di spesa del bonus mobili legato ai lavori di ristrutturazione

con il nome di “misure urgenti per l’emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per l’expo 2015” è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale il decreto legge 28 marzo 2014, n 47. il decreto è composto da 15 articoli e prevede lo stanziamento di 1 miliardo e 741 milioni di euro per il raggiungimento di tre obiettivi: il sostegno all’affitto a canone concordato, l’ampliamento dell’offerta di alloggi popolai, lo sviluppo dell’edilizia residenziale sociale

 articolo 1. finanziamento dei fondi dedicati alle locazioni- il primo obiettivo è quello di dare sostegno alle categorie sociali meno abbienti che oggi non riescono più a pagare l’affitto. proprio per loro è stato deciso di incrementare rispettivamente con 100 milioni il “fondo nazionale per il sostengo all’accesso alle abitazioni in locazione” e di 226 milioni “il fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli”

 articolo 3. offerta di acquisto degli alloggi ex iacp agli inquilini. l’obiettivo è quello di incrementare l’offerta di alloggi sociali anche attraverso attività di recupero, manutenzione e gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica senza consumo di nuovo suolo. è prevista la conclusione di nuovi accordi con gli enti locali per favorire l’acquisto degli ex alloggi iacp da parte degli inquilin e destinare il ricavato al recupero e alla realizzazione di nuovi alloggi

per favorire l’acquisto di alloggi è prevista l’istituzione di un “fondo destinato alla concessione di contributi in conto interessi su finanziamenti per l’acquisto degli alloggi ex iacp, che avrà una dotazione massima di 113,4 milioni distributi su cinque anni dal 2015 al 2020

articolo 4. misure per l’ampliamento dell’offerta di edilizia residenziale pubblica. è previsto un piano di recupero di immobili e alloggi di edilizia residenziale pubblica (ex iacp). verranno stanziati 500milioni di euro per finanziare la ristrutturazione e la riqualificazione energetica, con interventi antisismici di 12000 alloggi. altri 62,9 milioni di euro saranno stanziati per il recupero di 2,300 alloggi destinati alle categorie svantaggiate

articolo 5. lotta all’occupazione abusiva. chi occupa abusivamente un immobile non potrà chiedere né la residenza, né l’acciamento ai pubblici servizi

articolo 6. vantaggi per chi mette in affitto alloggi sociali nuovi o ristrutturati. i redditi da locazione non concorrono nella misura del 40 per cento alla formazione del reddito d’impresa ai fini iperf/ ires e irap per un periodo non superiore a 10 anni

articolo 7. vantaggi per chi abiata in un alloggio di edilizia popolare. gli affittuari di alloggi sociali adibiti a prima abitazione potranno usufruire di una detrazione pari a : 900 euro, se il reddito complessivo non supera i 15.493, 71 euro, 450 euro se è superiore ai 15,493,71 ma non supera i 30,987, 41 euro

articolo 8. riscatto dell’alloggio sociale. trascorsi almeno sette anni dalla stipula del contratto di locazione, l’inquilino ha la facoltà di riscattare l’unità immobiliare. per l’acquirente ci sono due vantaggi, da una parte, l’iva dovuta all’acquirente viene corrisposta solo al momento del riscatto e non all’inizio, dall’altra il capitale necessario all’acquisto dovrà essere reperito solo al momento della compravendita. rimandata anche la tassazione ires e irap

articolo 9. riduzione della cedolare secca per contratti a canone concordato. viene ridotta l’aliquota della cedolare secca dal 15 al 10% per il quadriennio 2014-2017. si potrà usufrire dell’agevolazione anche in caso di abitazioni date in locazione a cooperative o a enti senza scopo di lucro, purché sublocate a studenti con rinuncia dell’aggiornamento del canone

bonus mobili– contrariamente a quanto annunciato, nel testo non è presente la norma che doveva togliere il vincolo di spesa per l’acquisto di mobili e elettrodomestici se legati a lavori di ristrutturazione. adesso rientra in vigore la norma della legge di stabilità che prevede che la spesa per l’acquisto non può essere superiore a quella degli interventi di ristrutturazione